Rue: "Nella mia famiglia la musica è al centro di tutto. Da quando ho 16 anni sento l'esigenza di raccontarmi"

Giorgia Romano, in arte RUE, è uscita per Orangle Records col suo nuovo singolo dal titolo "CIAO". Giovane artista emergente del mondo indie-pop, Rue ama raccontarsi con la sua musica, senza filtri e senza paure, mostradosi semplicemente per ciò che è. "Ciao", disponibile su tutte le piattaforme streaming musicali, ne è un'ulteriore prova.

Giorgia Romano in arte Rue, da dove nasce questo nome?

<<Rue è un pò il mio alter ego e le qualità legate a questo nome sono tutte positive: creatività, spontaneità e solarità. La differenza tra me e lei è che io queste cose non riesco molto a farle uscire, per paura o dopo aver subito certe delusioni, lei invece con la sua musica riesce a raccontarsi, lo fa con le sue storie e con tutta l’onestà del mondo. Perciò quando scrivo canzoni e salgo su un palco è come se indossassi i suoi panni.>>

Si influenzano un pò o sono ben distinte queste due personalità?

<<Ben distinte direi, Rue quando canta insegue il suo sogno ma nel resto della giornata è semplicemente Giorgia. Poi la parte dell’artista che emerge c’è sempre, la differenza però sta nel carattere, nel come mi pongo, nelle cose di cui parlo e nel modo in cui vivo.>>

Di cosa parla il tuo ultimo singolo “Ciao”?

<<“Ciao” parla di una delusione d’amore e di come la vita debba comunque proseguire. Ho raccontato ciò che è cambiato in maniera positiva.>> 

Dove trovi la concentrazione per scrivere un pezzo?

<<Diciamo che sfrutto la scrittura delle mie canzoni come valvola di sfogo, quindi non è qualcosa di pensato dove mi metto lì a dire “ok adesso scrivo una canzone”, ma più un’esigenza legata alla necessità di tirare fuori qualcosa. Io poi non sono mai riuscita a liberarmi e a svuotarmi di tutto ciò che sento dentro, con la musica riesco. Non scrivo in maniera pensata ma istintiva.>>

Sei molto giovane, del 2003. Come si sta definendo il tuo percorso artistico e quali sono i tuoi punti di riferimento? musicali e non.

<<In quest'ultimo anno sono cambiate un pò di cose a livello artistico, tra queste l’essere entrata a far parte di un’etichetta indipendente, l’Orangle Records, che sta investendo sul mio progetto musicale, una cosa che al giorno d’oggi succede raramente, con persone che credono in me e che mi lasciano libera, libera di essere me stessa. Grazie a loro sto facendo varie esperienze lavorando con diversi produttori, facendo esibizioni, interviste e tanto altro. Facciamo tutto un passo alla volta, ma avere delle persone così è già di per sé molto motivante e stimolante, per quanto riguarda i punti di riferimento invece, ogni volta che ascolto una canzone e quindi un artista voglio mi lasci dentro qualcosa o che la scateni. Quelli che sento vicini per musica e scrittura sono Olivia Rodrigo e Harry Styles, in Italia invece Michele Bravi e Nyv.>>

Hai detto che Rue rappresenta le migliori qualità che Giorgia spesso ha paura di mostrare. Vorresti essere più Rue anche nella vita privata?

<<Si. Si perché mi sono trovata tante volte bloccata in situazioni che Rue avrebbe sicuramente gestito diversamente. Avendo subito tante delusioni, tra amicizie e rapporti umani, preferisco essere circondata da poche persone ma buone, come il famoso detto. Sono davvero poche quelle che hanno una tale sensibilità da capirti e accettarti per quello che sei.>>

Da semplice ragazza quale sei, è stato difficile mantenere certi rapporti da quando hai iniziato questo percorso?

<<Guarda specialmente in questo periodo della mia vita posso dire di essere sovrastata un pò da tutto, dalla scuola, gli impegni musicali e le relazioni interpersonali. Nonostante stia facendo ciò che mi piace e che amo, spesso sento la responsabilità di troppe cose che col tempo sto imparando ad incastrare una ad una, per questo sono necessarie le persone che ti circondano, persone vere che ti aiutino e ti spronino, e spesso è difficile trovarle. Tornando sul fattore blocco, a volte ho anche paura che parlando semplicemente di ciò che faccio la gente possa farsi strane idee: ricordo che ero a Milano coi miei manager, solo a dire la parola manager dall’altra parte “eh però chi ti credi di essere”, si ma è il loro lavoro e si chiamano così. Riassumerei tutto dicendo che è difficile trovare amicizie fuori dal mondo musicale e di vere all’interno.>>

Come ti sei avvicinata alla musica?

<<Sono cresciuta in una famiglia dove la musica è sempre stata sostenuta, diventando quasi una colonna portante. Ho due sorelle che cantano e che sono sempre state supportate, io invece sono cresciuta solo con mia mamma che ha visto in me tutti i suoi desideri e per questo, anche lei,  non mi ha mai fatto mancare nulla. La cosa più bella di tutte è vedere come si senta coinvolta nel mio mondo: ormai conosce perfettamente tutti i termini tecnici e quando escono dei nuovi brani o sa che sto registrando vuole sapere tutto. Iniziando a cantare per gioco, in poco tempo ho capito che era la mia vita e a 16 anni ho scrito le mie prime canzoni. Dopo certe esperienze sentivo la necessità di raccontarmi.>>

Ci sono già dei brani ai quali sei più legata?

<<Assolutamente si, il prossimo che deve uscire si chiama “Casa di Carte” ed è quello che ho scritto con più consapevolezza e trasporto rispetto agli altri, infatti non vedo l’ora che esca… (sorride). Poi c'è “Scusa”, che ho scritto poco tempo fa, dove chiedendo scusa ad una persona mostro le mie paure, le insicurezze e quei famosi limiti che col tempo vorrei superare. Ci proviamo.>>

Cosa dobbiamo aspettarci dal 2022 di Rue?

<<Intanto tra qualche mese sarà disponibile un’intervista su RaiPlay dove racconto un pò di me e della mia musica, anche attraverso dei libri ed è molto carina come cosa, ci sono anche dei giochini interessanti. Poi arriveranno nuovi singoli con delle collaborazioni, in più stiamo cercando di capire come organizzare tutta la parte live anche se quest’estate sarò impegnata con un progetto che poi vedrete a settembre.>>

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