LEGNO: "ORGOGLIOSI DI AVER CARATTERIZZATO LA NOSTRA MUSICA"

Intervista al misterioso duo dei Legno, alla loro seconda prova discografica con "Un altro album", lavoro contenente tredici tracce sincere e cariche di pathos

Legno Un altro album

Legno Triste e Legno Felice, due facce/scatole della stessa medaglia. "Un altro album" è il loro nuovo disco, un lavoro in cui emerge uno stile ben rodato, originale e covincente, sia per quanto riguarda la ricerca sonora che per quanto concerne la scrittura, impreziosita da un po' di sana, velata e innata ironia.

Lascio la parola a voi, presentateci questo nuovo progetto.

«Il titolo si lega al primo disco "Titolo Album", abbiamo voluto rimarcare questa ironia, questo non dare più valore ad un pezzo rispetto agli altri in scaletta, così abbiamo proseguito su questo concetto. Per quanto riguarda la scrittura, raccontiamo ciò che ci circonda in questo modo, col nostro stile, cosa che avviene anche per la parte musicale, ormai abbiamo il nostro mood sonoro e cerchiamo, insieme al nostro produttore Davide Gobello, di mantenerlo in toto. E' un disco semplice, che parla d'amore, quel sentimento che a volte ti fa stare bene, mentre in altre ti fa esclamare "porca miseria!"».

Quali sono le caratteristiche che vi rendono più orgogliosi di “Un altro album”?

«Sicuramente il feedback positivo che ci sta arrivando dalla gente, le parole e i commenti che ci gratificano. Negli ultimi tempi di musica ne esce tantissima, ogni settimana vengono pubblicati numerosi singoli e svariati dischi, quello che ci fa più piacere è che le persone si identificano nelle nostre canzoni, sia a livello musicale che tematico. Ciò che ci rende più fieri è essere riusciti a dare una caratterizzazione al nostro progetto, sin dall'inizio».

A proposito di caratterizzazione, com’è nata l’idea di realizzare anche un fumetto?

«Quando ci è stato proposto ci siamo subito galvanizzati, perché siamo entrambi grandi appassionati del genere, ma un conto è leggere un fumetto e un altro è esserne protagonista. Ci siamo divertiti parecchio, abbiamo trascorso le giornate del primo lockdown a studiare e progettare la storia. E' stato molto bello metterci in gioco anche in questo senso, grazie ai bellissimi disegni di Niccolò Storai, un fumettista veramente bravo. L'idea è venuta proprio da lui, noi l'abbiamo sposata con entusiasmo. Volevamo dare un valore aggiunto al disco, un oggetto che perde sempre più in termini di vendite, un'usanza superata che fa parte di un mondo vintage. Allegando un fumetto volevamo tenere alta l'attenzione sul disco fisico».

https://www.youtube.com/watch?v=Bkc9bH1Pt5Q

In conclusione, considerando il nostro hashtag #welovemusic, cosa vi spinge ad amare la musica? Ci sono motivazioni razionali che portano a fare del vostro mestiere in primis una grande passione?

«Come non si può amare la musica? Ogni momento della nostra vita, bello o brutto che sia, è scandito sempre da una canzone, quindi la musica fa parte del nostro vivere quotidiano. Da una passione abbiamo avuto la fortuna di farne un mestiere, ma la musica è un lavoro. Questo è un concetto che bisogna sottolineare, soprattutto in un momento storico di grandissima difficoltà come questo. La musica è quella forza positiva che unisce un po' tutti, è importante preservare il suo grande potere e la sua grande bellezza».

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