KABO: «Spettri riversa tutto quello che ho accumulato dentro di me in questi tre anni»

KABO, giovane cantautore della provincia milanese, è tornato sulla scena musicale con il suo nuovo singolo: "SPETTRI" (prodotto da alone.nowhere e distribuito da Stage One Music). Attraverso un flusso di coscienza, costruito attraverso la perfezione delle parole, ci parla del sogno, dello scorrere del tempo, e delle passioni che lo aiutano ad esorcizzare l'ombra della morte. Una sorta di terapia per guardarsi dentro e fare luce dove nascondiamo quello che più ci fa paura, i nostri Spettri interiori che si manifestano nei momenti peggiori. La produzione di alone.nowhere, un tappeto di strumenti acustici che accompagna il monologo interiore di KABO, ne sublima gli incastri metrici.

Parto subito chiedendoti come e quando è nato “Spettri”, che vanta la bellissima produzione di alone.nowhere.

«Grazie dello spazio concesso. Ho scritto il testo di 'Spettri' a Marzo 2021, aiutandomi con la chitarra. Le musiche invece sono state realizzate da Davide (alone.nowhere) tra settembre e ottobre 2021. Il brano nasce in maniera semplice. Nasce infatti da una mia esigenza di aprirmi e riversare fuori di me quanto accumulato in circa tre anni della mia vita».

 

Nel brano, la scrittura diventa quello strumento fondamentale per esorcizzare le paure e ti aiuta a riconciliarti con te stesso. Com’è il tuo approccio alla stesura di un brano, di norma?

«E' complesso. Per me scrivere è un liberarsi dalle catene, ed il foglio diventa uno spazio selvaggio dentro il quale muovermi a mio piacimento. La scrittura è anche un esercizio per conoscermi più a fondo, una vera e propria "seduta" terapeutica che mi aiuta ad alleggerire il peso delle cose che mi porto dentro. Per me scrivere è sempre stato un esercizio complesso, perché tendo ad essere un perfezionista. Spesso però non si può pretendere perfezione tecnica e stilistica dalle emozioni pure. Spesso sono grida, impeti che ti travolgono, e va benissimo così. Sto imparando a concepire lo scrivere in maniera più istintiva, e questo mi piace molto».

 

Il pezzo più difficile che tu abbia scritto ad oggi e quello in cui ti sei messo più a nudo?

«Non saprei. Ogni pezzo sembra sempre il più difficile (e figo) di tutti, quando lo stai scrivendo. Tra i brani in cui, fino ad ora, mi sono raccontato in maniera più diretta e personale (quasi autobiografica), ci sono sicuramente "La ragazza di vetro", "Diorami" e appunto "Spettri". In ogni caso io inserisco sempre elementi e riferimenti della mia realtà nelle canzoni. Anche nei pezzi che raccontano di vite altrui».

 

Quali sono gli spettri interiori che tutt’ora stai cercando di combattere nel quotidiano? Oltre alla scrittura, cos’è che diventa per te una fonte di conforto e quell’approdo sicuro nel quale rifugiarti?

 «Sto combattendo contro la paura di amare. Contro l'aridità intrinseca, e infusa in noi dalla società, che ci portiamo dietro spesso inconsapevolmente. Mi danno tanto conforto la natura e il silenzio. Il ritornare alle origini, il fare cose semplici ma ricche di significato simbolico, come accendere un fuoco o bere una birra con gli amici di sempre. Proprio per questo amo leggere, uscire a correre nei boschi e fare lunghe passeggiate sul fiume. In ultimo, e in controtendenza con tutto ciò che ho detto fino ad ora, sono un grande appassionato di moto da corsa. Spesso mi chiudo in casa da solo per guardare il motomondiale».

 

Come ti ha influenzato la scena milanese nella costruzione della tua identità personale ed artistica?

 «La scena di Milano (e provincia) ha sicuramente influito tantissimo sulla mia identità artistica. Sia da un punto di vista di approccio alla scrittura, che di tecnica e di visione generale del mondo della musica e del rap italiano. Milano è Milano, o la odi profondamente o la ami incondizionatamente. Io ho fatto entrambe le cose. Sicuramente non le sono mai rimasto indifferente. Nascendo dove sono nato io, in provincia, hai intrinsecamente la voglia e la predisposizione a prendere qualcosa di grigio, noioso e statico, per trovarci dentro a tutti i costi qualcosa di figo e interessante, qualcosa che ti gasi, che ti stimoli, che ti salvi. E' questa l'impronta che ha lasciato in me il mio luogo d'origine».

  

So che hai aperto per artisti come Dargen D’Amico, Bassi Maestro, Colle der Fomento e Rancore. Se ci fosse l’occasione di condividere un tour o un palcoscenico con un tuo collega, su chi ricadrebbe questa scelta?

«Sparo altissimo, attenzione. Mi piacerebbe molto condividere un palco con Francesco Bianconi, voce e autore dei Baustelle. Personalmente lo considero uno degli autori più grandi e significativi della attuale musica italiana e non. Inoltre vado matto per Claver Gold e tutta la Glory Hole, mi piace molto Rancore, stimo moltissimo Caparezza e Dargen. Non potrei non amare Marra e Fibra, ci sono cresciuto. Così come i Colle, Kaos, Primo. Mi piacciono molte sfaccettature della musica, spesso diversissime tra loro. Ascolto davvero di tutto».

 

Nella tua musica, emerge una consapevolezza che non è da tutti i tuoi coetanei o colleghi. Come si può coltivare tale aspetto nella società dei mass media, in cui si è facilmente assuefatti dai like, dai tweet o dai commenti facili?

«Non aspettandoti il successo e il fatto di essere riconosciuto. Si coltiva così, a parere mio. Continuando a farlo senza guardarsi troppo attorno. Che poi è questo il vero successo, ciò che permette all'arte di trascendere le generazioni. L'essere reale, vera, sincera, e assolutamente indipendente dalle mode. Io sono io, e mi esprimo secondo ciò che sono, secondo le sensazioni che colgo e che arrivano dal luogo che mi ha cresciuto. Essere pienamente se stessi, sbattendosene il cazzo del resto. Questo secondo me è il modo giusto di coltivare le proprie pulsioni creative». 

 

So che stai lavorando ad un progetto discografico, la cui uscita è prevista per giugno 2022. Quali tematiche esplorerà, se ci puoi anticipare qualcosa al riguardo?

«Posso dire che sarà un progetto vero, assolutamente sincero e autentico. Uno splendido tuffo nella pozza umida del rap italiano, dritto dalla provincia nord ovest di Milano».  

 

 

Ti Suggeriamo inoltre

IN ARRIVO "LOVE NOT WAR (THE TAMPA BEAT)" DI JASON DERULO
Scopri di più
LIGABUE E LE SUE 77+7 VITE
Scopri di più
"HAWAI REMIX" E' DISCO D'ORO
Scopri di più
"QUI E ADESSO" C'E' SEMPRE MASSIMO RANIERI
Scopri di più
"1920", ACHILLE LAURO E IL VECCHIO CHE DIVENTA NUOVO
Scopri di più
5 CURIOSITA' SU... IRAMA
Scopri di più
LA BELLEZZA DI PARIGI ASCOLTANDO MUSICA JAZZ. SU NETFLIX VI ASPETTA "THE EDDY"
Scopri di più
"IL NOSTRO MONDO", ESCE IL NUOVO SINGOLO DI H.E.R
Scopri di più

I nostri partners